A Spasso nel Molise Blog

Chi di noi non ha mai letto da qualche parte nel web che il Molise non esiste?
Negli ultimi tempi si trova ovunque questo slogan falso e ironico, che un po' ci fa sorridere e un po' ci infastidisce. Il Molise invece vive nel suo più grosso centro, che sorge intorno al castello Monforte, simbolo della città.

Circa un milione di anni fa un gruppo di cacciatori nomadi al séguito della selvaggina decise di stabilirsi in quell'area che oggi gli isernini chiamano "la Pineta"; una zona che si doveva presentare, all'epoca, come una verdeggiante prateria attraversata da un fiumiciattolo, in gran parte paludosa.

La cittadina di Jelsi nasce con un impianto urbanistico a fuso, dove le strade si intrecciano ancora in cardo e decumano (oggi via Sant'Andrea) per incrociarsi nella piazza più importante del centro storico, Largo Chiesa Madre, che si apre maestosa fra le viuzze medievali incorniciate da suggestivi sottopassaggi; qui siamo al centro di un territorio collinare che è divenuto famoso per il suo oro giallo, un grano dalle spighe bionde e profumate ormai apprezzato in tutto il mondo.

Ben tremila anni fa gli uomini primitivi avevano scelto il Molise - e precisamente l'attuale zona del Castello d'Evoli - per vivere e prosperare: gli studiosi hanno ritrovato a Castropignano resti di civiltà dell'età del bronzo e un maestoso complesso di mura megalitiche d'epoca sannita.
Su queste antichissime testimonianze si sono poi innestati i dominatori romani, che hanno lasciato due ville rustiche e lastroni di fasci littori.

Di Altilia e Sepino hanno scritto tanto e in tanti, dagli storici, agli archeologi, agli appassionati di cultura locale, agli artisti teatrali; le troviamo citate in articoli, monografie, telegiornali, riviste e programmi culturali; e anche a noi piace parlarne come di luoghi in cui il tempo ha ceduto allo spazio, nulla potendo contro l'imponenza di questo "borgo fortificato" che ha ospitato generazioni di popoli fin dove la memoria si perde.

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